SONO STUFO... non sarà "the last dance"

Aggiornato il: apr 16



Dopoanno di prie tornerò a viaggiare insieme a te! quasi un vazioni, voglio condividere con te la battaglia che sto combattendo e com

De del mese di gennaio, non molto tempo è passato, ero appena tornato da un affascinante viaggio di gruppo londinese quando iniziò a circolare la voce che un nuovo problema, una pandemia, avrebbe travolto il mondo.

Di li a poco il Covid 19 ha scardinato le porte delle nostre case ed ha distrutto valigie, sogni di viaggio e purtroppo non solo quelloopo quasi un anno di privazioni, voglio condividere con te la battaglia che sto combattendo e come tornerò a viaggiare insieme a te!



Quando dedicheremo ancora il nostro tempo a riempire quelle valige abbandonate? Quando saremo ancora in ansia in aeroporto aspettando il nostro volo?


Quando dedicheremo ancora il nostro tempo a riempire quelle valige abbandonate? Quando saremo ancora in ansia in aeroporto aspettando il nostro volo? Ho provato ad immaginare, a seguito di quanto accaduto in questi mesi che riassumo nei seguenti 10 punti, come mi auguro e come penso che saranno i prossimi viaggi insieme e individuali:


1. Causa blocchi dovuti alla mobilità di persone, auto, aerei, navi etc etc, la natura ha riconquistato alcuni spazi

2. Abbiamo avuto difficoltà a sapere di chi fidarci, i media bombardavano con notizie non sempre verificate

3. Ci siamo sentiti soli, per certi aspetti abbandonati, chiusi nelle nostre realtà

4. Abbiamo dovuto modificare stile di vita e modo di lavorare

5. Molti hanno visto assottigliarsi le proprie finanze

6. Piccole attività e comunità sono state devastate dal COVID-19, quindi destinate ad un lungo e irto percorso per ripartire

7. Ci siamo adattati ad una tecnologia sempre più invadente

8. Abbiamo dovuto render conto improvvisamente alla nostra salute mentale oltre che a quella fisica grazie alle paure generate da questo nuovo nemico

9. Vedere, sotto i nostri occhi la cancellazione pressoché totale delle nostre pianificazioni

10. Abbiamo dovuto subire la distanza "vitale" che ci ha privato anche della gioia di una semplice stretta di mano